Tra Sogno e Realtà

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Il Maestro - Simone "Théoden" Verduci
icon1  view post Posted on 27/6/2008, 17:24Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/4/2009, 17:10


Ciao a tutti, sono Théoden e volevo passarvi e chiedere commenti su un mio racconto filosofico.
In pratica un modo per esprimere i miei dubbi o pensieri è scrivere e ve ne accorgerete.
Il maestro
Il vento soffiava incessante e freddo; con il suo impeto, aveva spazzato tutte le nuvole dal cielo che ora,
limpidissimo, era solcato soltanto da uno stormo di uccelli migratori diretti a Sud.
Il sole stava tramontando, tingendo di rosso l’orizzonte e facendo virare al rosa il bianco delle lontane vette innevate.
Le ombre ormai si stavano allungando e gli unici rumori erano lo stormire del vento tra le foglie e il frinire delle cicale.
Ai margini del bosco, su un piccolo altopiano erboso che terminava in un declivio, il maestro sedeva in contemplazione di fronte ai suoi tre giovani allievi.
Il volto del maestro, un intricato disegno di rughe sottili, era tranquillo; le sue spalle erano distese senza essere curve e il corpo era fermo, rilassato.
Eppure, dentro a quell’ involucro di solida calma, si percepiva una forte energia, costante e imperturbabile, così intensa da irradiarsi all’esterno.
Il maestro sedeva come una montagna.
I volti degli allievi erano all’apparenza sereni, ma la linea della bocca era dura, perchè la mandibola era un po’ troppo serrata; le loro schiene erano diritte, ma i muscoli tendevano a irrigidirsi.
Anch’essi possedevano una calda energia, ma era impetuosa, come il magma ribollente di un vulcano che sta per eruttare.
Gli allievi sedevano come un animale pronto a scattare.
Una foglia secca venne spinta dal vento; turbinò, salì, scese, si mosse a spirale fino a posarsi proprio davanti al maestro, che la raccolse e la mostrò agli allievi, attirando la loro attenzione con queste parole:
“Come questa foglia, presto noi cadremo. La nostra vita non è meno breve e, al pari di questa foglia, il segno del nostro passaggio svanirà subito".
Posata di nuovo la foglia, che riprese danzando il suo cammino nel vento, il maestro attese in silenzio che i giovani allievi rispondessero.
Huyu parlò per primo:
“Tutto muore. La morte è la nostra unica certezza e vivere non è altro che morire istante dopo istante. Niente ha senso, perchè, comunque, tutto finirà.
Non ha senso soffrire, non ha senso arrabbiarsi, non ha senso abbandonarsi all’intensità delle emozioni.
E’ saggio chi non si lascia turbare dalle emozioni.
Perchè combattere e affannarsi tanto?”
Liae fu il secondo a parlare:
“Tutto muore. La morte è la nostra unica certezza e un giorno non saremo che polvere e ogni nostra azione verrà dimenticata.
La fine potrebbe giungere in qualunque momento, inutile fare grandi progetti per il futuro.
E’ saggio chi prende tutto quel che può, finchè può; che soddisfa i propri istinti senza preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni.
Perchè farsi scrupoli e affannarsi tanto?”
Haru, per terzo, espresse il proprio pensiero:
“Tutto muore. La morte è la nostra unica certezza perchè la nostra vita è breve ed effimera, al pari di quella di ogni altro essere vivente che popola questo mondo.
Ogni attimo di vita che abbiamo potrebbe essere l’ultimo.
E’ saggio chi sfrutta il tempo che ha a disposizione per dare il meglio di sè e vive intensamente ogni attimo della propria esistenza, senza sprecarne alcuno.”
“Quale strada dobbiamo seguire?”
Chiesero in fine gli allievi;
“Chi è nel giusto, di noi?”
“Come distinguere, poi, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato?”
“Se tutto finisce, perchè dovrebbero esistere Giusto e Sbagliato?”
“Viviamo forse senza uno scopo?”
“La strada che scegliamo, è dunque indifferente?”
Passarono i minuti, e il maestro non rispondeva. Sedeva sempre in silenzio, sempre tranquillo, con lo sguardo lontano.
Alla fine, quando ormai gli allievi iniziavano a disperare, parlò:
“Sentite il vento che vi sompiglia i capelli, che fa rabbrividire la vostra pelle; toccate l’erba bagnata.
Guardate le prime stelle nel cielo ancora chiaro.
Ascoltate il richiamo della civetta, il canto della madre che calma il suo bambino giù al villaggio.
Percepite il vostro respiro e il respiro di ogni altra creatura vivente.
La risposta alle vostre domande è nei vostri cuori.”





« Michael Corleone inveì: "Mio padre è un uomo d' affari che si sforza di provvedere a moglie e figli e a quegli amici di cui un giorno potrà avere bisogno in momenti difficili. Non accetta le regole della società in cui viviamo, perché l' avrebbero condannato ad una vita non adatta a un uomo come lui, un uomo dalla forza e dalla personalità straordinarie. Ciò che devi sapere è che si considera alla pari di quei grandi, come i Presidenti, i Primi Ministri, i giudici della Corte Suprema e i Governatori degli Stati. Rifiuta la loro volontà sopra la sua. Rifiuta di vivere rispettando le leggi stabilite da altri, che lo condannerebbero ad una vita fallita. Ma il suo fine ultimo è far parte con un certo prestigio di questa società visto che essa non protegge gli individui privi di forza individuale. Nel contempo opera in base ad un codice etico che considera di gran lunga superiore alle strutture legali di questa società" »

E' una felicità stare col Doria
E' una felicità seguire il Doria
E noi non spetteremo mai di urlare
per l'Unione Calcio Sampdoria!!!

CHE MONDO SAREBBE SENZA...MONTELLA?

NO GHE PENSA MANCO E ARRIVA IN T'UN MOMENTO, L'E' ORBO, GRASSO E LENTO, O CAPITAN BAXEICO'

Perennemente preso male
Giro in questa spirale
E non mi riesco piu a fermare,
nel dissenso generale
Punto diretto al centro
Esprimo ciò che ho dentro
Perche cazzo io lo sento

Statisticamente, il 98% dei ragazzi nel mondo è un "cesso". Se sei fra il 2%, copia e incolla questa frase nella tua firma

SONO QUEI COLORI MAGICI CHE CI FAN VENIRE I BRIVIDI

~Evita piuttosto che bloccare, blocca piuttosto che ferire,
ferisci piuttosto che storpiare, storpia piuttosto che uccidere~

Non guardare devilman diventi violento,
non leggere spiderman, diventi violento
non ascoltare method man, diventi violento
figurati cos’è restare un giorno in parlamento.

Io preferisco ammazzare il tempo, preferisco sparare cazzate, preferisco fare esplodere una moda, preferisco morire d'amore, preferisco caricare la sveglia, preferisco puntare alla roulette, preferisco il fuoco di un obiettivo, preferisco che tu rimanga vivo.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto!

Se in questo momento poteste guardare dentro la mia testa trovereste un cartello con la scritta "Chiuso per ferie".
Ma non c'entra niente con le vacanze.
È lì da 34 anni.

Ci avevate chiesto di fare incontrare la leggenda del mito del fumetto americano con il nuovo mito del fumetto italiano!... purtroppo Dylan Dog non era in casa.

Questo deprecabile razzismo da stadio sta rovinando l'immagine di milioni di razzisti per bene.

-Who are you?
-Your worst nightmare.

A casa nostra, nel caffellatte non ci mettiamo niente: né il caffè, né il latte.

Quando decisi di lasciare Veronica non le dissi niente, non una parola, non una lettera. Io sono fatto così, anche quando ci fidanzammo non glielo feci sapere


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